Spesa ecologica, economica e sana

Nei supermercati troviamo di tutto, sicuramente ci facilitano la vita. Ma ci stiamo rimettendo qualità, salute, contatto col cibo e con chi lo produce. Non sono necessari estremismi, bastano piccole attenzioni per ottenere sostanziali miglioramenti! 🛒 🌱 😊

Attrezzi del mestiere
Imballaggi e ingredienti
Prodotti sfusi
Spesa contadina
Risparmiare

Contenitori per la spesa sfusa | Containers for bulk shopping

La consapevolezza non si attua da un giorno all’altro, ma è un percorso graduale, fatto di piccoli passi e preziose scoperte. Perciò, iniziamo dai gesti più semplici e fattibili, per arrivare, via via, a quelli meno scontati e più rilevanti.

Gli «attrezzi del mestiere»

L’abbiamo già detto o sentito altre volte, la spesa comincia da casa. Prima di partire, racimoliamo l’occorrente: sacchetti, borse, cesti o cartoni. A differenza di altri Paesi, in Italia i negozi distruggono gli scatoloni, anziché metterli a disposizione dei clienti. (Quante piccole cose si possono migliorare a costo zero?)

Nel reparto ortofrutta potremmo incontrare qualche difficoltà, non tutti sono contenti di vederci adoperare retine riutilizzabili. Oppure potremmo esserne sprovvisti e saremmo costretti a ripiegare sui monouso biodegradabili. In tal caso, possiamo seguire alcuni stratagemmi, già accennati in «Vivere senza plastica».

▪ Applicare le etichette direttamente sui prodotti (zucche, ananas, banane, cavolo, articoli singoli ecc.). Alcune sono dichiarate «compostabili», ma la degradazione è lenta e alcuni impianti potrebbero avere problemi.

▪ Mettere due/tre tipi di frutta o verdura nel medesimo sacchetto.

▪ Piegare e incollare le etichette sui manici dei sacchetti (per staccarle facilmente) e usarli per l’umido.

Non usare il guanto: appena tocchiamo qualcosa di diverso dalla frutta/verdura, si riempie di germi; è inutile.

> Torna all’inizio.

Occhio agli imballaggi (e ingredienti)

Davanti agli scaffali, valutiamo una serie di fattori (rapporto prezzo al chilo, marca, biologico o meno ecc.) per decidere quale articolo acquistare. D’ora in avanti, proviamo a considerare anche il confezionamento, prediligendo:

▪ le bottiglie in vetro o, alla peggio, le lattine (che, però, sono rivestite internamente);

▪ le scatole in cartone, piuttosto che i pacchetti in plastica;

▪ il formato famiglia, anziché le monoporzioni impacchettate singolarmente.

In generale, ciò che vale per gli imballaggi, vale anche per tutto il resto: se ti serve un mestolo, compralo in acciaio o legno; se ti serve un cesto, prendilo in vimini; scodelle in ceramica; vestiti in cotone, stoffe naturali; e così via.

Evitando la plastica, smettiamo di assimilare le tossine che essa sprigiona costantemente, è un enorme passo avanti! Inoltre, se cominciamo a leggere e conoscere gli ingredienti riportati in etichetta, assumiamo il controllo di ciò che entra nel nostro corpo. Dopotutto, le cellule, gli organi, sono fatti con le sostanze delle quali ci nutriamo.

> Torna all’inizio.

Alla ricerca dei prodotti sfusi

L’imballaggio migliore, più ecologico e sostenibile, è quello assente. Arrivi in supermercato con sacchetti e barattoli vuoti, li riempi con la pasta, il riso, legumi, detersivi… e porti tutto a casa. Una volta che consumi il cibo o i prodotti, torni a fare la spesa coi medesimi contenitori: è un ciclo che non genera rifiuti!

Dal nome «zero waste», cioè «rifiuti zero», sembra una specie di missione impossibile, ma è sufficiente tenere da parte qualche barattolo e il gioco è fatto. Ci sbarazziamo di plastica e imballaggi in un colpo solo.

Purtroppo, pochi supermercati dispongono di reparti «sfusi» completi, al massimo hanno caramelle, frutta secca, qualche detersivo… Occorre trovare i locali virtuosi che vendono ampie gamme di prodotti «alla spina». Online ci sono indicazioni utili: «Rete Zero Waste Italia» (indica addirittura i distributori di acqua) o «Basta rifiuti»; è importante segnalare i negozi/punti non presenti nelle liste.

Prodotti alla spina | Bulk shopping

> Torna all’inizio.

Spesa contadina e filiera corta

Questi approcci sono diversi rispetto alla «spesa tradizionale» cui siamo abituati. Bisogna scordarsi l’idea di supermercato nel quale si trova tutto e sempre, comprese le fragole a gennaio. Per molti è un concetto nuovo: che sia «km 0» o «filiera corta», si tratta di acquistare i prodotti direttamente presso le aziende agricole che li producono.

Certamente, la prima cosa da fare è di individuarle. Con un po’ di fortuna, può capitarci di leggere cartelli lungo la strada: «ortaggi», «mele e pere», «frutta fresca» e via discorrendo. Ma ci sono anche strumenti online che ci danno una mano a trovarle.

Ri-entrare in contatto con allevatori e agricoltori, fornai, caseifici, botteghe artigianali, la natura o i borghi in cui sono immersi, è un’esperienza che ha moltissimo da offrire.

«Filiera corta» sta all’opposto dei sistemi di coltura e allevamento industriali di massa. Essi stanno distruggendo pesantemente le risorse vitali sulla Terra: foreste, aria, acqua, suolo… Inquinamento e sovrasfruttamento, in nome del mero profitto economico, non stanno risparmiando niente e nessuno.

Senza dubbio, è un tema estremamente interessante, dalle mille sfaccettature, del quale sentiremo parlare sempre più spesso. (Ulteriori approfondimenti saranno trattati in un articolo successivo, che presto farà la sua comparsa sul blog.)

> Torna all’inizio.

Risparmiare sulla spesa

Mangiare sano, in maniera ecologica e sostenibile, non significa dover spendere di più. Certo, occorre dedicare un po’ più tempo e attenzione agli acquisti, ma cosa c’è da perdere, cosa da guadagnare? Ecco qualche spunto su come spendere meno.

Scrivi il menù per la settimana che segue (basta una semplice traccia), insieme alla famiglia. Ovviamente, può cambiare in corso d’opera, secondo gli ingredienti disponibili e la fantasia. Inoltre, non è vietato concedersi degli sfizi.

Redigi la lista della spesa: basati su ciò cha manca in frigo e dispensa, consulta il menù. Segnando i prodotti su un foglietto (o lavagna), man mano che stanno per finire, non si rischiano dimenticanze.

▪ Recati al supermercato dopo colazione o pranzo, evita i momenti in cui si è maggiormente affamati. Così è più facile seguire la lista, senza farsi distrarre e senza riempire il carrello di eccedenze destinate a scadere in frigo.

▪ Aderisci a un «gruppo di acquisto solidale» (GAS). Così compri cibi sani e di stagione a buon prezzo, da colture e allevamenti locali, fino a 10 volte più sostenibili dell’agricoltura intensiva industriale. [«Domani», film del 2015, Cyril Dion e Mélanie Laurent] In aggiunta, entri a far parte di una rete fatta di unione, condivisione e sostegno reciproco.

▪ Prediligi alimenti al naturale (ortofrutta, cereali, legumi secchi…), piuttosto che precotti/preconfezionati. Il prezzo al chilo è inferiore, perciò potresti considerare anche le versioni biologiche, a km 0 e simili.

▪ Valuta l’uso di pochi e semplici ingredienti naturali e a buon prezzo, per l’igiene in casa e personale. Per esempio, l’olio di cocco ha mille usi per il corpo; bicarbonato, sale, aceto e limone per le pulizie in casa. (Cerca ricette online, che siano facili e veloci, così ti semplifichi la vita.)

 

È vero, a volte si rinuncia a delle comodità, come la verdura imbustata (piena di batteri) o i cibi precotti/surgelati (sostanze chimiche). Ognuno regola alimentazione e stile di vita a modo proprio, non è obbligatorio mangiare esclusivamente biologico o di stagione. Ci sono tante alternative che permettono di gustarsi il cibo (e la vita) in maniera sana.

E tu, sei un consumatore alle prime armi o hai già fatto acquisti presso negozi sfusi, agricoltori o artigiani locali? Se pensi che questa guida sia utile, condividila! L’invito a lasciare un commento con suggerimenti o una tua esperienza personale è sempre valido! 😉 😊

> Torna all’inizio.

Cosa ne pensi? Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

2 commenti su “Spesa ecologica, economica e sana”

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: