Pubblicità vs ad-block

Ormai è lotta aperta fra utenti «ad-blocker» e proprietari di siti web che ospitano pubblicità. Non lo sapevi? Se usi un ad-block, allora ne fai (involontariamente) parte anche tu! 😉 Ma puoi uscirne facilmente: impara come navigare in maniera piacevole e con poca pubblicità, senza danneggiare i siti che visiti!

Ad-block: a cosa servono
Effetti collaterali
Cosa si può fare?
Sostenere i siti web meritevoli

ad-block

Cosa sono gli ad-block e perché vengono usati

Si tratta di «estensioni» che si aggiungono ai browser e che bloccano gli «advertising», cioè la pubblicità online, facendo in modo che non venga visualizzata.

È una soluzione adottata da utenti esasperati dalle pagine «intasate» di annunci pubblicitari. Apparentemente è l’ideale: cosa c’è di meglio, che navigare in maniera fluida e pulita, senza antipatiche pubblicità sparse ovunque?

Purtroppo, però, ci sono dei retroscena che spesso non vengono considerati. Magari perché poco conosciuti, soprattutto da chi non ha mai gestito o posseduto un sito web.

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Effetti collaterali degli ad-block

Indubbiamente, il danno maggiore lo subiscono i proprietari dei siti web. Essi, oltre a retribuire il proprio lavoro, devono anche pagare i costi di gestione (il servizio di «hosting», il dominio web ecc.). Bloccare la pubblicità equivale a bloccare la loro fonte di reddito.

A cascata si hanno varie conseguenze negative, anche per gli utenti. Infatti, i «webmaster», per non andare in perdita, si inventano nuove forme di pubblicità. Una frase eloquente recita: «Se attorno al contenuto che stai leggendo non vedi pubblicità, significa che il contenuto è la pubblicità.»

In pratica, chi usa un ad-block per liberarsi della pubblicità, se la ritrova nascosta altrove e in forme più subdole. Non è sempre così e non è un meccanismo immediato, ovviamente, ma è una delle strategie già in atto.

Gli «anti-ad-block» sono un’ulteriore tattica dei portali online, che forzano gli utenti a disattivare gli ad-block e, quindi, a visualizzare gli annunci. È un continuo alternarsi di mosse e contromosse.

Il «clickbaiting» (figura sotto) e le «fake news» sono altri trucchi che sopperiscono ai «mancati guadagni». Link con titoli accattivanti e gonfiati che ti invogliano a cliccare: vuote o false montature, che ti fanno solo perdere tempo.

Yahoo e il clickbaiting | Yahoo & clickbaiting

Al tutto, si aggiungono pure i «falsi positivi»: funzioni ed elementi delle pagine schermati dagli ad-block, perché scambiati per annunci pubblicitari. (Per esempio, i pulsanti dei social network.)

In sintesi: la guerra a colpi di pubblicità, ad-block, anti-ad-block (ecc.) è destinata a durare a lungo. Entrambe le parti sostengono, a turno, di avere la vittoria in mano, ma ci saranno sempre nuovi tipi di pubblicità e altrettanti «blocchi».

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Cosa si può fare, a questo punto?

Come sempre, la ragione e il giusto non stanno su un lato solo, ma da qualche parte nel mezzo. Ecco alcune delle situazioni più tipiche.

▪ Non hai mai usato un ad-block? Puoi continuare così. Ne usi uno? Lo puoi disinstallare. Per una piacevole navigazione, usa astuzia e semplici trucchi: abbandona i siti con annunci troppo invadenti, mentre quelli che frequenti più spesso, che trovi utili e con poca pubblicità, li salvi nei preferiti e ci torni quando ne hai bisogno.

▪ Usi un ad-block e non lo vuoi disinstallare completamente? Lo tieni disattivato e ti comporti come al punto precedente: abbandoni o blocchi i siti sgradevoli, cliccando su «attiva ad-block per questo sito» (in tutti gli altri casi non serve che fai nulla).

▪ Usi un ad-block e preferisci tenerlo attivo? Ti stai addentrando sul terreno di battaglia, ma c’è una via d’uscita: premia tutti i siti che giudichi «meritevoli» e che ti sono utili (cliccando su «disattiva ad-block per questo sito»).

▪ Non hai intenzione di disattivare mai il tuo ad-block? Sei in guerra aperta. Avvisi minacciosi ti forzano a disattivare il blocco e devi decidere se ubbidire agli ordini, abbandonare il sito o passare al contrattacco.

Come vedi, la scelta spetta a te. Ma, per capire che strada seguire d’ora in avanti, non dimenticare alcuni punti.

▪ Non ha senso penalizzare indistintamente tutti i siti web a causa di quelli «disonesti» (pieni di annunci, clickbait o fake news).

▪ Internet è «bidirezionale», un luogo di scambio dove si può prendere e dare. Accediamo a informazioni e servizi che spesso ci sono molto utili: in cambio, possiamo dare il nostro contributo, soprattutto a chi se lo merita.

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Perché e come sostenere i siti web meritevoli

Sul web c’è di tutto: dai contenuti di pregio, utili e importanti, alla peggio disinformazione, notizie false e chi più ne ha, più ne metta. Dare il tuo contributo significa premiare e favorire la «buona qualità».

Ci sono tanti modi per farlo, ecco i principali.

Condividi gli articoli più interessanti sui social network o invia i link tramite WhatsApp o e-mail. (È uno strumento davvero efficace.)

▪ Interagisci, lascia un commento attinente sul blog, di qualche riga o più: così incentivi l’autore, aggiungi contenuto di valore e aumenti il «ranking» della pagina. (Con un piccolo gesto dai un grande aiuto!)

Sostenere i siti web. | Support websites.

▪ Lascia che compaiano annunci pubblicitari, affinché il lavoro e l’impegno di chi gestisce il sito web vengano retribuiti. È il cuore della disputa «pubblicità vs ad-block»: se benefici di soluzioni, informazioni o servizi offerti da un portale online, compensare quel beneficio ti sembra corretto o no?

Con queste tre proposte puoi contraccambiare l’impegno altrui in maniera completamente gratuita. Se, invece, ti senti particolarmente riconoscente, puoi fare una donazione in denaro (dov’è consentita).

Infatti, qualcuno preferisce rinunciare alla pubblicità, appoggiandosi unicamente alle donazioni facoltative. Un esempio fra tutti, il famoso banner di Wikipedia: «Se ogni persona che legge questo messaggio donasse 5 euro, dovremmo raccogliere fondi solo un giorno all’anno».

 

Che idea ti sei fatto leggendo l’articolo? Hai mai considerato le condivisioni e i commenti come uno strumento per contraccambiare e incentivare i tuoi siti preferiti? Hai mai pensato di donare qualche euro a Wikipedia o ad altri siti? Raccontacelo nei commenti! 😉

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Uniti e insieme | Together and united

Partecipazione attiva

«Partecipazione attiva» potrebbe suonare come qualcosa che richiede tanto tempo e dedizione. In realtà, se vuoi dare il tuo contributo nel territorio in cui vivi, decidi tu in che misura impegnarti! Spesso basta seguire le proprie passioni: partecipi alla comunità facendo ciò che ti piace di più o che sai fare meglio.

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8 commenti su “Pubblicità vs ad-block”

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